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Omiccioli Walter
OMICCIOLI  Walter, detto "Ciulìn" ma noto ai più come Valterino, è nato a Fano il 12 Marzo 1920.  Il padre Federico, nel 1900 era stato valido cannoniere a bordo della R.Nave "Puglia", mandata a contrastare la rivolta dei Boxer nel Mar della Cina. 

"Valterino", conseguita la licenza-Media e distintosi quale ottimo sportivo - nuoto e tiro a segno - partecipava al corso di volo a vela "preaeronautico" sul campo di Poggio Renatico ottenendo i brevetto "B".   Con questo significativo precedente e spinto dal desiderio di seguire la carriera del fratello Enzo, Sergente, più anziano di cinque anni e già affermato pilota da Caccia ,dall'Ottobre 1938 ,Walter era ammesso a frequentare il corso Allievi Sergenti Piloti.   Primo periodo a Ghedi (Brescia), poi alla scuola di Specialità di Castiglion del Lago, dove veniva affidato alle cure di un istruttore coi fiocchi : il Maresciallo Guerrieri, anche lui fanese.   E qui,  il nostro ribadiva con i fatti come la "stoffa" dei fratelli Omiccioli fosse - quanto a volo e pilotaggio - assai pregiata, potendo inoltre vantare di aver felicemente compiuto il "passaggio" sul moderno monoplano da caccia "Macchi C.200-Saetta", allora ritenuto macchina difficile e "da naso".  
Giovanissimo Sergente, all'inizio del 1940 veniva assegnato al 54° Stormo Caccia Terrestre di base a Treviso.   In forza alla 369^  Squadriglia del 7° Gruppo, dopo un intenso periodo addestrativio, all'entrata dell'Italia nel 2° Conflitto mondiale, seguiva il reparto - armato sui Saetta - che dal 1941 veniva rischiarato sui campi della Sicilia per operare su Malta e sul Mediterraneo.
All'inizio di Febbraio, la notizia che Enzo era Caduto in combattimento nel lontanissimo cielo etiopico di Gondar, pur rappresentando un doloroso evento ed una grave perdita, al tempo stesso diveniva per Walter un esempio da seguire  e soprattutto un impegnativo patrimonio morale da onorare.   Sentimenti che egli recava in sé allorquando anche per lui giungeva l'ora di solcare i cieli di guerra.  
L'ultimo giorno di Giugno prima occasione per dimostrare le proprie capacità durante un breve combattimento fra alcuni "200" e sei temuti Hurricane, con un aereo inglese probabilmente abbattuto da Omiccioli.   Ancora gli Hurricane  basati a Malta  affrontati il 25 Luglio nel corso di un aspro "calderone" fra opposte formazioni di caccia ed un altro velivolo della RAF accreditato al nostro.   Erano i prodromi di un lungo ed assai "caldo" ciclo operativo durante il quale il "cacciatore" Walter Omiccioli si batteva con valore e senza risparmio.   Il 26 Luglio, combattimento con Hurricane del 185° Squadron e abbattimento, attribuito a "Valterino" del caccia pilotato dal S.Tenente Wintson - visto paracadutarsi e cadere in mare.  Due eventi che gli facevano meritare la Medaglia d'Argento al V.M..  
Altre "vittorie" seguivano, sempre nei confronti di Hurricane : fatto precipitare il caccia del Sergente Maltby ( 126° Squadron), non riuscito a salvarsi, il 26 Agosto.   Sempre su Malta aspro scontro fra numerosi Macchi - decollati da Pantelleria - ed altrettanti Hurricane del 249° Squadron (1° Settembre)  durante il quale i due apparecchi britannici abbattuti - i piloti S.Tenente Smith e Sergente Kimberley, entrambe uccisi - venivano accreditati, in collaborazione ad Omiccioli, sebbene il suo aereo fosse stato a sua volta mitragliato.   In Ottobre arrivava anche la seconda decorazione al V.M. (Medaglia di Bronzo) e la notorietà quale giovane "asso" della Caccia nazionale.  
Dopo questo logorante periodo lo Stormo rientrava in territorio metropolitano per riorganizzarsi ed armarsi sul nuovo caccia "M.C.202-Folgore" per cui l'Aviatore fanese tornava in azione sul finire del 1942 anno in cui Walter rimaneva due volte ferito vittima di altrettanti incidenti di volo.   Impegnative missioni di scorta anche durante la nota "Battaglia" aeronavale di Mezzogiugno (1942) e relativo conferimento della Croce di Guerra al V.M. "sul campo".
Nuove "vittorie" giungevano in Dicembre quando il 7° Gruppo  intercettava, nel cielo di Villa S.Giovanni (Reggio Calabria), cinque bimotori Blenheim.   Omiccioli  collaborava all'abbattimento di ben tre incursori.   L'episodio, citato anche dal Bollettino di guerra n. 551 diramato il giorno 5, gli procurava anche un'altra Medaglia di Bronzo al V.M..   
Fra i pochi reparti della R.Aeronautica inviati sul nuovo fronte tunisino, anche il 54° Stormo ed anche qui - dal 27 Marzo - Omiccioli, sempre in forza al 7° Gruppo - basato a La Fauconnerie - si metteva in luce aggiudicandosi - in collaborazione - altri due abbattimenti.   In Aprile  ed ai primi di Maggio : un bombardiere e un caccia "P-40" che faceva così salire a nove il numero degli abbattimenti individuali a lui attribuiti, oltre agli aerei distrutti al suolo.  In una graduatoria ufficiosa relativa agli "assi" della Caccia italiana nella 2^ Guerra mondiale, un onorevolissimo palmares.   Al termine della Campagna (13 Maggio 1943), ad Enfidaville (Tunisia), con gli esausti apparecchi scampati alla distruzione, dopo un furioso bombardamento compiuto da 104 quadrimotori americani, Omiccioli assieme molti altri commilitoni cadeva inevitabilmente prigioniero degli Alleati ed era ristretto in diversi campi di Tunisia ed Algeria : da Souk el Temis a Souk el Arba.

La R.Aeronautica ed anche la Luftwaffe, in riconoscimento delle ben 403 missioni di guerra compiute dal "cacciatore" Omiccioli - nei cieli di Malta, Mediterraneo e Tunisia, lo ricompensavano con una terza Medaglia di Bronzo al V.M. e una promozione per Merito di Guerra.
In seguito agli eventi armistiziali, Omiccioli aderiva al decreto-Badoglio e rientrava nei ranghi dell'Aeronautica cobelligerante, assegnato in un primo tempo ai servizi logistici a terra.  
Terminato il conflitto, dal 15 Giugno 1947 veniva definitivamente destinato al 51° Stormo schierato sul campo di Lecce-Galatina.   Reparto che in seguito si rischiarava sull'aeroporto di Treviso prendendo in carico, dalle Forze aeree statunitensi, i potenti (ma...usurati) caccia Thunderbolt "D".
A Treviso, Omiccioli arricchiva la grande "famiglia" del 51° Stormo, con il suo patrimonio di esperienze  sino a diventare una sorta di istituzione in seno al Reparto.  
Promosso Maresciallo, poi Aiutante di Battaglia (con decorrenza 11 Maggio 1943), ribadiva le rare doti professionali sia con i Thunderbolt sia con gli aviogetti di nuova dotazione (1952/53) : F-84 "G", ad Aviano ed F-84 "F" ad Istrana.   Ed anche in questo rinnovato ruolo - Walterino ed il suo nominativo-radio "Tigre 18"- tornavano a conquistarsi una popolarità ben oltre gli ambienti del "Cinquantuno".   Promosso Tenente a titolo onorifico, terminava l'invidiabile carriera ai comandi di T-33 della Squadriglia traino-bersagli.  
Congedato nel Marzo  1973 per "raggiunti limiti di età", l'antica stoffa, soprattutto dell'Uomo, si sono via via manifestate attraverso numerose attività e iniziative di carattere benefico,  assistenziale e associativo a favore ed in seno a diversi Enti e sodalizi, sempre in posizioni di vertice presso gli organi direttivi degli stessi : Associazione Nazionale Orfani degli Aviatori, Associazione Nazionale  Famiglie Caduti e Mutilati dell'Aeronautica, Istituto Nazionale del Nastro Azzurro, Associazione Nazionale Arma Aeronautica (sezione di Treviso), Associazione Sottufficiali in congedo, Associazione Combattenti e Reduci ; per non citare che le più importanti !
A giusto riconoscimento di tanto infaticabile e disinteressato impegno, la prestigiosa nomina a Cavaliere di Gran Croce conferitagli dal Presidente della Repubblica.
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